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“Lectum, panem,vinum et ignem” (i)

Serata dedicata al’Arciconfraternita di Santa Croce che ci è stata presentata dall’attuale Presidente, il dottor Renato Bauducco che coadiuvato dalla moglie, la dottoressa in storia dell’arte Maria Teresa Ressa, ci ha raccontato la storia dei primi anni di vita della nostra città. Ci siamo ritrovati, in pochi per la verità, ma questa è purtroppo una costante del nostro Club, nella di Santa Croce, all’angolo tra la via Real Collegio e, appunto, via Santa croce, in pieno centro cittadino.

Qui Renato, amico dalla gioventù, ci ha appunto spiegato che sin dai primi anni del secondo secolo, sul territorio, prima ancora della nascita della città, era forte la presenza dei Cavalieri del Tempio e da un atto datato 1196 risulta che ad essi fossero stati donati la Cappella di Sant’Egidio, nell’attuale via Cristoforo Colombo, il ponte sul fiume Po e lo “Spedale” un ricovero per i pellegrini che percorrevano la via Franchigena verso Roma e che offriva loro un tetto caldo, cibo e vino. (i)

Un secolo dopo, quando i Gerosolimitani lasciarono Moncalieri, la gestione dell’ospedale passò alla Confraternita, nata a metà del Quattrocento e composta da confratelli laici che si dedicavano in modo caritatevole e volontario all’assistenza dei poveri e degli infermi.

 La Confraternita lo gestì sino al 1835 quando re Carlo Alberto decretò l’autonomia dell’ente ospedaliero che venne trasferito prima in via Alfieri, ove ha sede oggi l’Istituto Denina, poi in via Real Collegio, nel palazzo Alfieri di Sostegno, già sede dell’ASL, e da qui nell’attuale sede.

Quando, nel 1602, la Confraternita ottenne il riconoscimento canonico che la promosse arciconfraternita, i confratelli iniziarono la costruzione della chiesa che, a causa della mancanza di fondi, si protrasse per oltre novanta anni.

Oggi l’Arciconfraternita gestisce la Chiesa e gli edifici di proprietà nella via Santa Croce, proprio di fronte alla chiesa stessa, tra cui proprio la sede del vecchio “spedale”, attualmente molto degradati ma comunque meritevoli di una visita.

Dopo il racconto storico, ha preso la parola la dottoressa Ressa che ci ha intrattenuto sui contenuti artistici della chiesa: entrando nella chiesa si rimane colpiti dalla splendida parete di fondo, affrescata e sormontata dalla volta con affreschi opera di Giovanni Battista Alberoni e Michele Antonio Milocco.

I più attenti ricorderanno che, anni fa, il nostro Club ha contribuito al restauro di una delle quattro opere del Milocco che adornano i lati della navata, la Deposizione di Cristo nel sudario.

Degno di nota anche il coro ligneo, opera di Giuseppe Antonio Riva, autore anche del coro ligneo della Collegiata di Santa Maria, nella piazza del Municipio.

Nella chiesa è custodito anche un gruppo ligneo processionale “salita al Calvario” che richiama molto i gruppi scultorei delle cappelle del Sacro Monte di Varallo.

Il gruppo è stato recentissimamente restaurato anche con il nostro contributo e raffigura Gesù che cade sotto il peso della croce, con a fianco un soldato romano che lo pungola con la lancia per farlo rialzare e la Veronica con un velo sul quale è impresso il volto Cristo.

Il gruppo, oltre trecento chili di peso, veniva portato in processione dai fedeli durante la settimana santa.

Dopo l’interessantissima visita che, grazie anche alla competenza e alla passione dei nostri ospiti, ci ha permesso di scoprire un piccolo gioiello della nostra città, purtroppo sconosciuto ai più, la serata è proseguita con la conviviale dopo la quale l’amico Renato ha riassunto, a favore degli assenti alla visita, i punti principali della storia dell’Arciconfraternita e si è conclusa, dopo le domande di alcuni dei soci presenti, con la consegna ai nostri ospiti del nostro gagliardetto e del volume con i bollettini delle nostre serate a ringraziamento di una interessante serata

Come ama dire un nostro socio, il Rotary è anche cultura e questa serata ne è stata la riprova.

  • Atto di donazione ai “Cavalieri del Tempio” – 1196 (i)
  • Decretata da Papa Clemente V nel 1312 (ii)
  • Moncalieri – I tesori del Piemonte – Editris 2025 (iii)