Un altro anno (i) è andato
La sua musica ha finito
Quanto tempo è ormai passato e passerà…. (ii)
L’anno che sta arrivando
Tra un anno passerà,
io mi sto preparando,
è questa la novità. (iii)
Nell’ennesima calda serata, la nostra numero 2053, di questa torrida estate il nostro Club ha vissuto una serata veramente importante che, alla presenza dell’Assistente del Governatore per il nostri gruppo, Enrico Desideri, del Comandante il 1° Reggimento Carabinieri Piemonte di stanza al Castello, colonnello Fabio Federici, del presidente della Famija Moncalereisa, Domenico Giacotto, di tanti (finalmente) soci e ospiti, ha visto tre momenti di assoluta rotarianità.
Il momento clou, il passaggio delle consegne tra il Presidente uscente – un socio lo ha scherzosamente definito “decadente” – Alberto Mocellini e Carlo Bongiovanni che guiderà il Club per l’anno rotariano 2026/2027, è stato infatti preceduto da due passaggi assolutamente significativi per il Club e la sua vita.
Dopo la conviviale infatti Alberto Mocellini ha appuntato la nostra ruota al bavero della giacca di Michele Bortolami, architetto e figlio dell’amico Giancarlo, socio di vecchia data e past president del club che ha assistito commosso alla spillatura e l’applauso rivolto al nuovo socio si è intensificato proprio nei suoi riguardi..
Di Michele, architetto, troverete in allegato un breve curriculum vitae.
Momento importante nella vita del Club che ribadisce ancora una volta il clima di amicizia e di legame che lo contraddistingue e che aggiunge un ulteriore tassello alla consolidata tradizione di un passaggio generazionale al nostro interno.
Sono infatti andato a spulciare gli archivi dei soci e ho notato che per ben otto volte figli, figlie e nipoti si sono affiancati al socio anziano continuandone la tradizione rotariana, a riprova dell’importanza che riveste l’appartenenza al Club. (iv)
Il secondo passaggio ha riguardato la consegna della Paul Harris Fellow che il Presidente ha facoltà di assegnare nel suo anno di mandato, ad un amico del Club che in questi anni ha supportato e aiutato dalle pagine del giornale di cui è direttore: Alberto ha infatti insignito della più alta onorificenza del Rotary un sorpreso (grazie Barbara) ed emozionato Mel Menzio, direttore responsabile de “Il mercoledì”, il settimanale della nostra città.
Onorificenza assolutamente meritata; da anni infatti Mel da visibilità alle nostre attività, ai nostri services nelle pagine del suo giornale, dal Concorso Giugiaro al programma Brams e, proprio qualche settimana fa ha pubblicato un articolo relativo al service sulla prevenzione del glaucoma, aiutandoci così a far conoscere il Club e il Rotary in generale per quanto riesce a fare sul territorio.
Un grazie, grande e sincero, da parte di tutto il Club.
Siamo poi arrivati al momento conclusivo della serata, quello che ogni Presidente uscente attende con ansia per sgravarsi dalla responsabilità e dalla fatica che la conduzione del Club comporta ma anche – e lo dico per esperienza diretta – con una sorta di malinconia, di struggimento per avere terminato un percorso che, al di là appunto della fatica e della tensione, è assolutamente piacevole e appagante e che rimane e rimarrà per sempre nel cuore di chi lo ha vissuto.
Alberto ha voluto terminare il suo anno di presidenza lasciando la parola alle immagini di una video clip realizzata con l’aiuto di Davide Cavalieri, che ha ripercorso i momenti salienti del suo anno, riportandoci alla memoria le serate con i fratelli giornalisti Paolo e Giorgio Viberti e le loro storie sui retroscena delle vite dei campioni sportivi, con il ceo di Petronas Italia Giuseppe Pedretti, con lo scalatore Michele Cucchi, con il direttore del Soccorso Alpino Luca Giaj Arcota, facendoci brevemente rivivere i momenti delle sue serate tutte interessanti e coinvolgenti.
Il passaggio del collare, avvenuto a dire il vero con qualche difficoltà (v), ha sancito il termine del suo mandato e l’inizio di quello di Carlo Bongiovanni.
Nel suo intervento programmatico il novello Presidente ha tratteggiato alcune di quelle che saranno le priorità del proprio anno: maggior presenza e maggior partecipazione dei soci alla vita del Club.
In tale ambito ha già organizzato due Interclub affidati a due nostri soci, Beppe Ferro che parlerà di Torino e del suo futuro e Guido Gobino, sa va san dir, della bevanda degli dei che lui ben conosce.
Un altro incontro tra diversi Club vedrà l’intervento del Presidente della Famija Moncalereisa, Domenico Giacotto, sulla storia della nostra città ed un altro, comunicato in diretta all’interessato, il vostro sorpreso segretario, sul tema dell’eticità o meno delle tasse.
Due i concetti del novello Presidente che hanno lasciato il segno e che devono essere fatti proprio da tutti i soci: io non devo partecipare alle serate in quanto rotariano ma voglio parteciparvi in quanto tale, dobbiamo in altre parole riappropiarci della nostra unicità, del nostro orgoglio diportare la rotella al bavero della giacca.
Il secondo concetto, quello che ha chiuso il suo intervento, si riassume in una unica, ripetuta parola: crescita, crescita, crescita, in tutti i sensi, di numeri, di presenze, di partecipazione.
Il neo Presidente ha compiuto i suoi primi atti ufficiali consegnando la PHF che il Club, sconvolgendo una radicata consuetudine, ha voluto per lui, ad un sorpreso Alberto Mocellini per tutta l’attività svolta a favore del Club nel corso dell’anno rotariano appena trascorso e chiedendo ai soci presenti l’accoglimento per acclamazione della sua proposta di nomina a socio onorario della nostra ospite, Enrica Caretta, figlia dell’avvocato Enrico, primo presidente del Club.
Un lungo applauso ha accolto la sua richiesta e quindi benvenuta Enrica tra noi; la serata si è conclusa con la consegna di un omaggio da parte del Club al Presidente ormai decaduto e un omaggio floreale alle due first lady e alla nostra insostituibile Francesca.
- Licenza poetica, il termine esatto è “giorno”
- “Un altro giorno è andato” dall’album “L’isola non trovata” – Francesco Guccini – 1971
- “L’anno che verrà” dall’album “Lucio Dalla”- Lucio Dalla – 1978
- Giuseppe e Adolfo Arduino
Vincenzo e Luciano Baietto
Felice e Ugo Bellei
Alberto e Andrea Cavalot
Benito e Gian Luca Lucchetti e poi Maria Maddalena
Cesare e Oreste Perini
Sandro e Michela Rayneri
Alberto e Roberto Simi
Ferruccio e Angelo Zublena
- Che sia stato un modo subliminare per proporre la sua candidatura in un prossimo futuro?
