Potrebbe esserci un mondo senza benzina,
ma non si sarà mai un mondo senza lubrificanti”
Queste è stata la frase del nostro relatore, l’ingegner Giuseppe Pedretti, Direttore Generale della Petronas Lubrificants Italy al termine del fuoco di fila delle domande che molti dei soci presenti gli hanno rivolto dopo la sua interessantissima relazione dal titolo “verso una mobilità più ecosostenibile. Dalla ricerca alla strada: il contributo di Petronas Lubrificants Italy”.
Petronas Lubrificants è una società statale Malese nata nel 2008 che con il suo giro d’affari copre il 38% del PIL statale, con succursali in Cina, Germania, Brasile, Tailandia e Italia, con 50.000 dipendenti e con prodotti commercializzati in oltre cento paesi con 8.300 punti vendita personalizzati che forniscono assistenza ad oltre 50.000 auto al giorno in 18 diversi paesi.
In Italia è presente dal 2018 con il suo Centro Ricerche in Villastellone che impiega più di 800 persone tra cui circa 200 scienziati.
Dal 2010 è partner della Mercedes Benz in Formula e fornisce i suoi prodotti anche ad Aston Martin, Williams e Mc Laren, prodotti non solo olio motore, ha precisato il relatore, ma anche fluidi idraulici, oli particolari per il DRS e benzine.
Entrando nel merito della sua relazione, l’ingegner Pedretti ha messo in evidenza come solamente il 13% delle emissioni di CO2 derivi dal trasporto su ruote e tutto il suo scetticismo sull’obiettivo dell’Unione Europea di ridurre a zero le emissioni entro il 2030, anche se tutte le case automobilistiche sono impegnate in tal senso anche per evitare le salatissime multe, come già accaduto a Stellantis cui ne è stata comminata una da oltre 2 milioni di euro.
Tra i vari tipi di auto meno inquinanti, la preferenza del relatore va, sul lungo periodo, alle ibride che sono essenzialmente più semplici anche se hanno necessità di oli particolari per cui anche se la quantità utilizzata è minore il costo aumenta in quanto il lubrificante, oltre all’utilizzo nella parte motore. serve anche da raffreddante per la parte elettrica e inoltre le stesse batterie sono inserite in un liquido che le raffredda.
Esempio calzante è il Petronas Jona che viene utilizzato in varie parti dell’autovetture, come potete vedere dalla fotografia allegata.
Il relatore ne aveva un campioncino con sé: infinitamente meno viscoso dei lubrificanti che siamo abituati a utilizzare nei nostri motori e assolutamente limpido come acqua di fonte.
Ancora più complessi i problemi relativi ai camion, problemi legati al maggior peso da smuovere che comporta anche un maggior e quasi insostenibile peso delle batterie anche se nel campo dei lubrificanti per i mezzi pesanti si è passati dall’Iveco Urania Turbo che necessitava di un cambio ogni 30.000 chilometri percorsi all’Iveco Urania Next che può essere utilizzato per 150.000.
Ma l’opinione del nostro relatore è che non si dovrebbe correre verso l’auto elettrica ma che si debbano invece ricercare carburanti diversi come l’ecodiesel o l’idrogeno a combustione interna.
La corsa all’auto elettrica in effetti ha fatto sì che il 50% delle auto cinesi sia elettrica senza però considerare i problemi legati alle batterie, al carbone necessario per la loro produzione e ai pericoli e ai costi del loro smaltimento.
Inoltre ha causato un brusco rallentamento sull’implementazione dell’EURO 7 che, secondo le previsioni degli esperti, avrebbe portato le emissioni di particolati nel 2030 allo 0,01% a fronte dello 0.61% di Euro 1 del 1992.
Un lungo applauso ha salutato la relazione dell’ingegner Pedretti seguita, come vi ho anticipato, da una lunga serie di domande a riprova dell’interesse suscitato nei presenti dall’argomento e a ulteriore sottolineatura del fatto che, come spesso e giustamente afferma il nostro Past Federico, il Rotary deve essere anche cultura.
Complimenti quindi al relatore e al Presidente, perfetto organizzatore della serata
