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Giornata mondiale della Polio

Il 24 ottobre è la “Giornata mondiale della Polio” ed il nostro Club ha voluto, grazie all’iniziativa di Carlo Bongiovanni e Michele Palumbo, dedicare la sua serata 1956 proprio a questo tema che da sempre vede il Rotary International in prima linea per eradicarne la presenza dal mondo intero.

La serata, presieduta da Carlo Ferruccio Tondato in assenza del Presidente Radis cui tutto il Club fa gli auguri di pronta guarigione, è stata introdotta da Carlo Bongiovanni che ha messo in evidenza come questa fenomenale operazione abbia preso le mosse dall’idea di un singolo Club italiano, quello di Treviglio e della Pianura Bergamasca; idea innovativa perché mai era stata neppur ipotizzata la possibilità che privati potessero promuovere vaccinazioni di massa, i cui risultati dimostrano quale sia la forza, la bellezza, l’utilità del Rotary e quali le sue potenzialità.

Carlo ha poi presentato il relatore della serata, il dottor Gianluca Isoardo neurologo presso il Dipartimento di Neurologia delle Molinette ed ha ceduto la parola a Michele Palumbo per il commento su una serie di slides relative alla malattia ed alla sua storia.

 La poliomielite è una patologia infettiva altamente contagiosa determinata da un virus  che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore ai cinque anni.

Il polio virus, solitamente trasmesso attraverso l’acqua infetta, attacca il sistema nervoso colpendo le cellule neurali e in alcuni casi, può portare alla paralisi; non esiste cura alcuna ma un vaccino sicuro ed efficace, lo stesso che il Rotary ed i suoi partners in oltre trentacinque anni hanno usato per immunizzare oltre 2,5 miliardi di bambini in tutto il mondo.

Ad oggi solo due paesi sono polio-endemici : l’Afghanistan e il Pakistan.

Per comprendere l’importanza dell’azione cui partecipa la nostra associazione e gli importantissimi risultati raggiunti è sufficiente confrontare questo dato con la slide allegata che evidenzia i paesi polio-endemici nell’anno 1988.

Come partner fondatore del programma Global Polio Eradication il Rotary ha contribuito alla riduzione del 99,9 per cento dei casi di polio dal primo progetto di vaccinazione dei bambini nelle Filippine nel 1979 con un contributo di oltre 2,1 miliardi di dollari e innumerevoli ore di volontariato per proteggere quasi tre miliardi di bambini in 122 paesi nel mondo.

Con le slides Michele ha narrato la storia della malattia nel mondo : la prima grande epidemia documentata si verifica nel 1894 negli Stati Uniti, in Vermont, con diciotto morti e 132 casi di paralisi permanente.

Nel 1908 due medici svedesi, Karl Landsteiner e Erwin Popper, annunciano che la poliomielite era  di origine virale e nel 1916 una nuova epidemia colpisce la città di New York uccidendo più di duemila persone.

Nel 1955 nasce il primo vaccino, sviluppato dal dottor Jonas Salk e nel 1965 quello orale sviluppato dal dottor Albert Sabin.

Nel 1985, da una idea dei un Club Italiano come ricordato nella sua introduzione da Carlo, il Rotary International lancia il programma Polio Plus, il primo e più grande impegno del settore privato coordinato a livello globale su una iniziativa di sanità pubblica e tre anni dopo il Rotary e l’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciato la Global Polio Eradication Initiative (GPEI), in quell’anno si contano circa trecentomila casi di poliomielite nel mondo.

Nell’anno 1995 vengono vaccinati 165 milioni di bambini in Cina e in India in una sola settimana e nel 2000 un numero record di 550 milioni di bambini, quasi un decimo della popolazione mondiale, riceve il vaccino orale antipolio e, dopo le Americhe, anche la regione del Pacifico meridionale, che si estende dall’Australia alla Cina, viene dichiarata libera dalla polio.

Nel 2003 il contributo totale del Rotary per il progetto raggiunge i 500 milioni di dollari che diventeranno quasi ottocento nel 2009 quando la Fondazione di Bill e Melinda Gates impegna 355 milioni e rivolge al Rotary una sovvenzione sfida di 200 milioni, sfida raccolta e vinta dal Rotary.

Nel corso degli anni poi la OMS certifica le regioni del sud est asiatico prima e dell’Africa poi, libere dalla polio che oggi, come detto, è endemica solo in due paesi del mondo.  

Quasi 20 milioni sono stati i volontari che nel corso di questi decenni di lotta alla malattia che hanno dedicato tempo e fatica per raggiungere questo obiettivo ed il Rotary International ha voluto insignire i più meritevoli di una onorificenza internazionale, tra questi, un caro amico a noi vicinissimo : Sebastiano Cocuzza cui i presenti hanno tributato un caloroso applauso.

Ha poi preso la parola il dottor Isoardo che ci ha spiegato come esistano tre tipi di poliomielite : tipo 1, la forma spinale; tipo 2, la forma bulbare e tipo 3 una combinazione della altre due.

Consiste in una infiammazione del midollo centrale che interessando i motoneuroni induce una paralisi, la paralisi flaccida acuta, e in certi casi alla morte per asfissia.

Nel 1952, all’epoca non c’era alcun vaccino,  alcuni medici di  Copenaghen “arruolarono” 1.500 studenti che per oltre 165mila ore praticarono la respirazione meccanica ai pazienti colpiti dal virus per impedirne la morte.

Come già evidenziato nelle slides, due sono i vaccini sviluppati nel tempo : il primo, quello sviluppato dal dottor Jonas Salk nel 1954  è composto da una dose di poliovirus morti che una volta iniettata nel paziente conferisce una immunità IgG mediata nel sangue che impedisce la progressione dell’infezione da polio e protegge i motoneuroni, mentre quello del dottor Albert Sabin è un vaccino con poliovirus vivo attenuato da somministrare oralmente (OPV) prima dell’insorgere della malattia.

Venne autorizzato nell’anno 1961 e divenne il vaccino di scelta negli Stati Uniti e in molti  paesi del mondo sostituendo in gran parte il vaccino inattivato anche per la sua facilità di somministrazione, eliminando la necessità di siringhe sterili e rendendolo più adatto alle campagne di vaccinazione di massa.

Una dose di OPV produce l’immunità a tutti i tre tipi di poliovirus in circa il 50% dei destinatari, percentuale che sale al 955 dopo la somministrazione della terza dose.

Il poliovirus nativo di tipo 2 è stato eradicato nel 1999, pertanto il vaccino attualmente utilizzato contiene solamente il virus di tipo 1 e 3, consentendo di fornire velocemente una maggior protezione contro i due tipi di poliovirus rimanenti.

L’OPV da, ha proseguito il relatore, una eccellente immunità a livello intestinale, il sito primario dei poliovirus nativi, che aiuta a prevenire l’infezione in zone dove il virus è endemico.

Vi sono stai però anche dei casi, peraltro estremamente rari,  di poliovirus derivati da vaccino : il vaccino contiene virus attivo, sia pure indebolito per consentire la risposta del sistema immunitario del corpo senza causare la paralisi.

Somministrato il vaccino, il virus indebolito si replica nello stomaco del paziente e viene quindi espulso dal corpo e può accadere che nelle aree con strutture igienico-sanitarie scadenti, questo virus, detto nativo, possa diffondersi tra altri bambini.

Il problema si verifica in aree con copertura vaccinale molto bassa e questo potrebbe essere positivo in quanto aiuta la loro immunizzazione ma, quando il virus continua a circolare, muta e ove riesca a circolare abbastanza a lungo può mutarsi in ceppi abbastanza forti da causare la paralisi.

Interessante poi la distinzione che il dottor Isoardo ha fatto in chiusura tra il movimento dell’antivaccinalismo e quello dei no-vax.

Il primo è quel movimento che rivendica la libertà di scelta sulla somministrazione di un vaccino per motivi ideologici o religiosi; il secondo si fonda essenzialmente sulla errata convinzione del legame tra vaccino e autismo, in relazione al   quale la scienza ha ampiamente dimostrato l’inesistenza di alcuna correlazione tra l’insorgenza dei disturbi dello spettro autistico e la vaccinazione.

La serata si è chiusa al tocco della campana dopo numerose domande dei presenti al relatore.